iccome
il nostro Signore Gesù Cristo dice nell’Evangelio:
Io conosco le mie pecorelle ed elleno conoscono me ecc.; così
il beato padre santo Francesco, come buono pastore, tutti
li meriti e le virtù delli suoi compagni, per divina
rivelazione sapea, e così conoscea i loro difetti;
per la qual cosa egli sapea a tutti provvedere d’ottimo
rimedio, cioè umiliando li superbi, esaltando gli umili,
vituperando li vizi e laudando le virtù; siccome si
legge nelle mirabili rivelazioni le quali egli avea di quella
sua famiglia primitiva.
Fra le quali si truova ch’una volta, essendo santo Francesco
con la detta famiglia in uno luogo in ragionamento di Dio,
e frate Ruffino non essendo con loro in quello ragionamento,
ma era nella selva in contemplazione, procedendo in quello
ragionare di Dio, ecco frate Ruffino esce della selva e passò
alquanto di lungi a costoro. Allora santo Francesco, veggendolo,
si rivolse alli compagni e domandolli dicendo: «Ditemi,
quale credete voi che sia la più santa anima, la quale
Iddio abbia nel mondo?». E rispondendogli costoro, dissono
che credeano che fusse la sua. E santo Francesco disse loro:
«Carissimi frati, i’ sono da me il più
indegno e il più vile uomo che Iddio abbia in questo
mondo; ma vedete voi quel frate Ruffino il quale esce ora
della selva? Iddio m’ha rivelato che l’anima sua
è l’una delle tre più sante anime del
mondo; e fermamente io vi dico che io non dubiterei di chiamarlo
santo Ruffino in vita sua, con ciò sia cosa che l’anima
sua sia confermata in grazia e santificata e canonizzata in
cielo dal nostro Signore Gesù Cristo». E queste
parole non diceva mai santo Francesco in presenza del detto
frate Ruffino.
Similemente, come santo Francesco conoscesse li difetti de’
frati suoi, sì si comprende chiaramente in frate Elia,
il quale spesse volte riprendea della sua superbia; e in frate
Giovanni della Cappella, al quale egli predisse che si dovea
impiccare per la gola se medesimo; e in quello frate al quale
il demonio tenea stretta la gola quando era corretto della
sua disubbidienza; e in molti altri frati, i cui difetti segreti
e le virtù chiaramente conosceva per rivelazione di
Cristo.
A laude di Gesù Cristo e del poverello Francesco. Amen.